La leggenda di Roma narra che Romolo e Remo furono i figli di Rea Silvia e Marte, Dio della guerra. Sfortunatamente Amulio, re della città, ordinò di far affogare i neonati nel Tevere. Il servo cui era affidato il compito ebbe pena, li mise in una cesta e li abbandonò nel fiume. Li trovò una lupa che li allattò e li accudì. Dopo un po’ i bambini furono trovati da un pastore che li crebbe. Quando Romolo e Remo furono adulti e scoprirono le loro origini divine, decisero di costruire e fondare una città. Per decidere chi doveva essere il re a governarla, si affidarono al volo degli uccelli. Fu scelto Romolo, ma Remo non lo accettò e uccise il fratello. Roma prese il nome di Remo in suo onore.
Romolo e Remo: leggenda e verità
Ovviamente la leggenda di Romolo e Remo è appunto una storia inventata, e secondo gli storici la stessa lupa starebbe ad indicare una prostituta, come venivano denominate coloro che all’epoca lavoravano nei bordelli, i lupanari.
La storia di Roma in breve non è inoltre legata ai due gemelli ma probabilmente iniziò nell’VIII secolo a.C., quando in un’area disabitata vivevano Etruschi, Greci e i Fenici avevano scambi commerciali nel territorio. Proprio dai contatti tra i mercanti e i pastori nacquero i primi villaggi che porteranno alla nascita della città, favorita dalla posizione strategica nei pressi del Tevere

