Il primo re di Roma (anche suo fondatore) fu Romolo. In quel periodo storico i re erano scelti in base alla nobiltà. Dopo di lui ci fu Numa Pompilio che modificò il calendario nel 713 a.c., aggiungendo i mesi gennaio e febbraio per far coincidere maggiormente l’anno lunare a quello solare. Il terzo re fu Tullo Ostilio, un nobile guerriero che estese il dominio di Roma su tutto il Lazio. Anco Marzio fu il quarto e fece costruire il primo ponte sul Tevere. Dopo di lui ci fu Tarquinio Prisco, che bonificò le paludi e fece costruire le prime fognature. Il sesto re di Roma fu Servio Tullio, che dedicò il suo lavoro alla costruzione delle prime paludi della città. L’ultimo, secondo la leggenda, fu cacciato da Roma e il suo nome era: Tarquinio il Superbo.
La loro storia comincia con la fondazione di Roma nel 753 a.C. e termina nel 509 a.C., quando l’ultimo re viene scacciato. È questo il periodo in cui il sistema romano era fondato sulla monarchia; al suo termine inizia la repubblica.
Il periodo monarchico viene suddiviso dagli storici in due fasi:
- La prima è quella in cui il Senato e le assemblee popolari avevano un ruolo centrale. In questa fase si susseguono i primi 4 re, di origine etrusca o latina.
- La seconda è quella dalla svolta assolutistica e accentratrice. Qui rientrano gli ultimi 3 re, di origine etrusca.
Perché i re di Roma sono sette?
I sette re di Roma erano davvero sette? In questa domanda si mescolano elementi storici e leggenda.
Il sette è particolarmente simbolico per Roma: così come i Colli, anche i re venivano ritenuti in tal numero.
Gli esperti riconoscono la storicità del periodo monarchico. Sono però sono scettici su alcuni elementi: non è accertato che i re fossero davvero sette, innanzitutto a causa della durata di ciascun incarico. Sembra improbabile che ognuno abbia governato per 35 anni in media. Si crede che il numero dei re sia stato maggiore: sette sono pochi per due secoli e mezzo!
Inoltre: a ciascun re viene associato un ambito d’intervento particolare; vi è un settore specifico in cui le riforme di ognuno hanno cambiato la vita romana. Ad esempio, Romolo avrebbe dato forma alle istituzioni civili; Numa Pompilio a quelle religiose; Servio Tullio a quelle militari. Anche questo dato ha dell’improbabilità, soprattutto accostato ad un altro: non tutte le opere dei re hanno un fondamento storico. È un ulteriore elemento di conferma per gli storici, che avvalorano così un’ipotesi: l’esistenza di un simbolismo dietro alla leggenda dei sette re di Roma.

